martedì 4 ottobre 2011

Indovinare la fine di un viaggio

Credo sia quello a far male, quando si indovina la fine di un viaggio - sospira il guaglione di Bolzano. - Finchè sei in giro, sai di poter fare quello che ti pare e diventare chi preferisci, mentre a casa tutti ti hanno preso le misure da un pezzo, ed è molto raro che succeda qualcosa d’inatteso.


da Gli Psicoatleti
di Enrico Brizzi

La pretesa di giudicare

Non sai come spiegargli che, a questo punto, vorresti accettare ogni uso locale con mitezza, ed essere capace di arrivare fino in fondo così come sei partito, senza la pretesa di giudicare interi paesi, province o vallate sulla base della loro distanza dal costume di casa.


da Gli Psicoatleti
di Enrico Brizzi

Tradimenti

Ti piacerebbe sentirti libero di corteggiare chi vuoi, con gusto e solo quando è il caso, e provi il desiderio impossibile di farlo senza ferire tua moglie. E’ la madre dei tuoi figli, la donna che conosce i tuoi ardori e le tue melanconie, e il solo pensiero di ferirla ti opprime. Però ti opprime anche l’idea di rinunciare a tutte le altre. Cosa le ruberesti in fondo? A fare il dongiovanni sposato, come dice Max, ti mortificheresti nel rituale italiano del “così fan tutti”, nell’ipocrisia e nel tormento interiore, ma adesso ti domandi cos’è meglio: tradire col sorriso sulle labbra, o deprimersi sognando di farlo?
Qualunque risposta ti darà l’avvenire, senti di aver perso qualcosa che credevi sarebbe rimasto per sempre a scaldarti.


da Gli Psicoatleti
di Enrico Brizzi

Imparare il suo nome

C’erano troppe domande a fior di labbra per darle davvero la buonanotte, e ora hai l’impressione che dovresti tenere le scarpe ai piedi, guadagnare daccapo la saletta al piano terra, e provare almeno a imparare come si chiama.


da Gli Psicoatleti
di Enrico Brizzi

Amici

In quella intravedi oltre la vetrina la sagoma di tuo fratello, vestito come alla Maratona delle Sabbie, che solca la piazza spalla a spalla con il suo amico di infanzia. Stanno ridendo e, a ben pensarci, non li hai visti quasi mai fare altro insieme.


da Gli Psicoatleti
di Enrico Brizzi

Contraddizioni

Serviranno parecchi giorni per arrivare dove si parla italiano nei bar e nei mercati; il Tirolo meridionale non è così solo il bianco teatro per il prologo del vostro viaggio, ma anche la prima delle contraddizioni che s’incontrano lungo la via: possibile che la provincia più aliena rispetto alla tradizione culturale italiana sia la meglio amministrata del Paese?


da Gli Psicoatleti
di Enrico Brizzi

Panico

Per un attimo provi timore di quel fracasso, come non fosse più in tuo potere rallentare i colpi del bastone sul pavimento della terrazza.


da Gli Psicoatleti
di Enrico Brizzi

lunedì 19 settembre 2011

Intuizioni

Ma come potete essere sicuri di cose assurde?” chiese ancora.
“Non è facile, bisogna allenarsi” spiegò Erbrow.
“Con tenacia e convinzione, altrimenti la logica ti distrae e perdi le intuizioni”.

lunedì 12 settembre 2011

Libertà

 La libertà può essere raggiunta solo restituendo informazioni a una mappa impoverita. Una volta che cominciamo a esplorare in che modo ciascuna realtà individuale sia costruita, è possibile aprirsi agli altri e a tutta una gamma di nuove opzioni e opportunità.
Invece di cercare di eliminare disturbi o le reazioni indesiderate creiamo nuove possibilità di scelta.


La mappa, il territorio.



 Le mappe che creiamo a partire dalle nostre esperienze possono diventare ricche e utili o limitanti e distruttive, e fintanto  che non capiamo COME creiamo il nostro universo soggettivo saremo costretti a fare fronte a una vita immersa nella confusione e nel dolore.

Cambiamento

 Le persone persistono a rimanere in situazioni di intenso disagio semplicemente perché sono condizioni a cui sono abituate: non si rendono conto di avere altre opzioni o scelte possibili, oppure le alternative che presentano a se stesse sono talmente terrificanti da spingerle a rifiutare il cambiamento.


martedì 2 agosto 2011

Ascoltare il proprio corpo

 L'allievo deve scoprirsi non dal di fuori, ma dal didentro, non deve contare sugli occhi per verificare quello che fa il corpo. L'attenzione deve essere concentrata sullo sviluppo delle percezioni non visive. (..) Quando l'allievo riesce finalmente a diventare cosciente di un movimento maldestro o dell'immobilità di una parte del corpo, prova un sentimento spiacevole, quasi di imbarazzo: il corpo vuole imparare un modo migliore di muoversi e di comportarsi. Sta a noi dargli l'occasione di creare nuovi riflessi che gli permettano di ottenere il rendimento massimo al quale aspira; poiché il corpo è costruito per funzionare al massimo ritmo, altrimenti si deteriora; e non solo si deteriorano i muscoli, ma anche gli organi interni. Tutto ciò sarà più chiaro in seguito. Basta ascoltare.

- l'ascolterò, signora.

- non servirà a niente se non ascolterà anche il suo corpo.



di Thérèse Bertherat e Carol Bernstein


L' unica realtà valutabile


 Evitiamo di soffermarci sul nostro aspetto, per poi buttarci allo sbaraglio in interpretazioni profonde di noi stessi, delle nostre strutture psicologiche, sociali, storiche. Per tutta la vita giochiamo con le parole perché ci rivelino le ragioni del nostro comportamento.

Perché non cercare invece attraverso le sensazioni, le ragioni del nostro corpo?

Noi siamo il nostro corpo. Il nostro corpo è la nostra sola realtà valutabile. Non si oppone all'intelligenza, ai sentimenti, all'anima. Li include e li ospita. Dunque prendere coscienza del proprio corpo é accedere a tutto il proprio essere poiché corpo e anima, psiche e fisico, e anche forza e debolezza, rappresentano non la dualità dell'essere ma la sua unità.


Delegare


 In materia di salute, benessere, sicurezze, piaceri, ci affidiamo ai medici, agli psichiatri, agli architetti, ai politici, ai padroni, ai mariti, agli amanti, ai figli. Lasciamo la responsabilità della nostra vita, del nostro corpo, agli altri (…)
Eppure è possibile ritrovare le chiavi del proprio corpo, prenderne possesso, abitarvi finalmente e trovarvi vitalità, salute e autonomia.

di Thérèse Bertherat e Carol Bernstein

sabato 16 luglio 2011

Per conformarti ti sei deformato


 Nelle rigidità, nei crampi, nelle debolezze e nei dolori dei muscoli della schiena, del collo, delle gambe, delle braccia, del diaframma, del cuore, e anche del volto e del sesso, si rivela tutta la tua storia, dalla nascita ad oggi. (…)
Per conformarti ti sei deformato. Al tuo vero corpo, armonioso, dinamico, gioioso per natura, si è sostituito un corpo estraneo….

di Thérèse Bertherat e Carol Bernstein

Lavorare bene, vivere utilmente

“ - E LaMotte, teneva un diario?
- Per quanto mi risulta, no. Quasi certamente no. Scrisse a una delle sue nipoti mettendola in guardia dal far ciò. E’ una bella lettera.

Se puoi mettere ordine tra i tuoi Pensieri e dar loro forma d’Arte, bene; se sei in grado di vivere in mezzo agli obblighi e agli affetti della Vita Quotidiana, bene. Ma non prendere l’abitudine di un malsano Auto-esame. Nulla impedisce altrettanto a una donna di lavorare bene o di vivere utilmente. Spetterà al Signore prendersi cura di questa seconda cosa - le occasioni non mancheranno. La prima è solo una questione di Volontà.

- E’ un punto di vista interessante. E’ del 1886. L’arte come volontà. Inconsueto per una donna. O forse per chiunque.

da Possessione. Una storia romantica
Antonia S. Byatt

venerdì 15 luglio 2011

Sinusite


 Quali sono i rimedi? Scaldare del sale grosso in una padella, quindi avvolgerlo in un canovaccio e tenerlo posato sulla zona interessata fino al suo raffreddamento (circa 5 minuti). Il sale ha proprietà disidratanti, disedemizzanti e antinfiammatorie; inoltre, favorisce il passaggio dei liquidi sottocutanei verso l’esterno.


da Manuale pratico di rimedi naturali
Angelica Agosta e Domenica Arcari Morini

sabato 9 luglio 2011

La casa disabitata


 In questo preciso istante, nel punto stesso in cui ti trovi, c'è una casa con il tuo nome. Ne sei l'unico proprietario, ma - molto tempo fa - ne hai perduto le chiavi. Così rimani chiuso fuori, e ne conosci soltanto la facciata. Non ci abiti. Questa casa, rifugio dei tuoi ricordi più nascosti, più lontani, è il tuo corpo.

Guarire con l'antiginnastica
di Thérèse Bertherat e Carol Bernstein

martedì 5 luglio 2011

Conservanti

 Ora vorremmo richiamare e stampare a fuoco nella vostra mente questo concetto: i conservanti uccidono ogni alimento, ogni prodotto per il corpo. Chi usa esclusivamente questo genere di “prodotti morti” dovrebbe preoccuparsi di cucinare con molto amore, per compensare le forze negative che introduce nel corpo.

da Se segui la luna è tutto permesso (al momento giusto)
Johanna Paungger e Thomas Poppe

martedì 31 maggio 2011

Osservare

Io sono quello Maharaj: il fatto è che tu non osservi con sufficiente attenzione. Guarda bene e vedrai ciò che vedo io.

Visitatore: E tu cosa vedi?

M - Vedo ciò che potresti vedere anche tu, qui e ora, se non concentrassi l'attenzione nella direzione sbagliata. Tu non presti attenzione a te stesso. La tua mente è sempre con gli oggetti, le persone e le idee, e mai con te stesso. Mettiti al centro dell'attenzione, diventa consapevole della tua esistenza. Guarda come funzioni, osserva le motivazioni e i risultati delle tue azioni.

da Io sono quello - Sri Nisargadatta Maharaj

Distacco

Io sono quello
 Visitatore: Cosa ti ha reso così distaccato?
Maharaj: Niente in particolare. Ho avuto fede nel mio guru. Mi ha detto che non sono altro che me stesso e gli ho creduto. Avendogli dato fiducia, mi sono comportato di conseguenza e ho smesso di occuparmi di ciò che non era né me stesso né mio.

da Io sono quello - Sri Nisargadatta Maharaj

Differenze

Io sono quello Visitatore: Maharaj, tu sei seduto di fronte a me e io sono ai tuoi piedi. Che differenza fondamentale c'è tra noi due?
Maharaj: Nessuna differenza fondamentale.
V - Eppure deve esserci qualche differenza: sono io che vengo da te e non tu da me.
M - Proprio perchè immagini differenze vai qua e là, alla ricerca di gente "superiore”.

da Io sono quello - Sri Nisargadatta Maharaj
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