di Enrico Brizzi
Letture, citazioni, stralci. Pensieri che si ripetono. Si rafforzano. Idee che crescono.
martedì 4 ottobre 2011
Indovinare la fine di un viaggio
di Enrico Brizzi
La pretesa di giudicare
di Enrico Brizzi
Tradimenti
Qualunque risposta ti darà l’avvenire, senti di aver perso qualcosa che credevi sarebbe rimasto per sempre a scaldarti.
di Enrico Brizzi
Imparare il suo nome
di Enrico Brizzi
Amici
di Enrico Brizzi
Contraddizioni
di Enrico Brizzi
Panico
di Enrico Brizzi
lunedì 19 settembre 2011
Intuizioni
“Ma come potete essere sicuri di cose assurde?” chiese ancora.
“Non è facile, bisogna allenarsi” spiegò Erbrow.
“Con tenacia e convinzione, altrimenti la logica ti distrae e perdi le intuizioni”.
lunedì 12 settembre 2011
Libertà
“ La libertà può essere raggiunta solo restituendo informazioni a una mappa impoverita. Una volta che cominciamo a esplorare in che modo ciascuna realtà individuale sia costruita, è possibile aprirsi agli altri e a tutta una gamma di nuove opzioni e opportunità.
Invece di cercare di eliminare disturbi o le reazioni indesiderate creiamo nuove possibilità di scelta.
Invece di cercare di eliminare disturbi o le reazioni indesiderate creiamo nuove possibilità di scelta.
La mappa, il territorio.
Cambiamento
“ Le persone persistono a rimanere in situazioni di intenso disagio semplicemente perché sono condizioni a cui sono abituate: non si rendono conto di avere altre opzioni o scelte possibili, oppure le alternative che presentano a se stesse sono talmente terrificanti da spingerle a rifiutare il cambiamento.
martedì 2 agosto 2011
Ascoltare il proprio corpo

“ L'allievo deve scoprirsi non dal di fuori, ma dal didentro, non deve contare sugli occhi per verificare quello che fa il corpo. L'attenzione deve essere concentrata sullo sviluppo delle percezioni non visive. (..) Quando l'allievo riesce finalmente a diventare cosciente di un movimento maldestro o dell'immobilità di una parte del corpo, prova un sentimento spiacevole, quasi di imbarazzo: il corpo vuole imparare un modo migliore di muoversi e di comportarsi. Sta a noi dargli l'occasione di creare nuovi riflessi che gli permettano di ottenere il rendimento massimo al quale aspira; poiché il corpo è costruito per funzionare al massimo ritmo, altrimenti si deteriora; e non solo si deteriorano i muscoli, ma anche gli organi interni. Tutto ciò sarà più chiaro in seguito. Basta ascoltare.
- l'ascolterò, signora.
- non servirà a niente se non ascolterà anche il suo corpo.
di Thérèse Bertherat e Carol Bernstein
L' unica realtà valutabile

“ Evitiamo di soffermarci sul nostro aspetto, per poi buttarci allo sbaraglio in interpretazioni profonde di noi stessi, delle nostre strutture psicologiche, sociali, storiche. Per tutta la vita giochiamo con le parole perché ci rivelino le ragioni del nostro comportamento.
Perché non cercare invece attraverso le sensazioni, le ragioni del nostro corpo?
Noi siamo il nostro corpo. Il nostro corpo è la nostra sola realtà valutabile. Non si oppone all'intelligenza, ai sentimenti, all'anima. Li include e li ospita. Dunque prendere coscienza del proprio corpo é accedere a tutto il proprio essere poiché corpo e anima, psiche e fisico, e anche forza e debolezza, rappresentano non la dualità dell'essere ma la sua unità.
Delegare

“ In materia di salute, benessere, sicurezze, piaceri, ci affidiamo ai medici, agli psichiatri, agli architetti, ai politici, ai padroni, ai mariti, agli amanti, ai figli. Lasciamo la responsabilità della nostra vita, del nostro corpo, agli altri (…)
Eppure è possibile ritrovare le chiavi del proprio corpo, prenderne possesso, abitarvi finalmente e trovarvi vitalità, salute e autonomia.
di Thérèse Bertherat e Carol Bernstein
sabato 16 luglio 2011
Per conformarti ti sei deformato

“ Nelle rigidità, nei crampi, nelle debolezze e nei dolori dei muscoli della schiena, del collo, delle gambe, delle braccia, del diaframma, del cuore, e anche del volto e del sesso, si rivela tutta la tua storia, dalla nascita ad oggi. (…)
Per conformarti ti sei deformato. Al tuo vero corpo, armonioso, dinamico, gioioso per natura, si è sostituito un corpo estraneo….
di Thérèse Bertherat e Carol Bernstein
Lavorare bene, vivere utilmente
“ - E LaMotte, teneva un diario?
- Per quanto mi risulta, no. Quasi certamente no. Scrisse a una delle sue nipoti mettendola in guardia dal far ciò. E’ una bella lettera.
Se puoi mettere ordine tra i tuoi Pensieri e dar loro forma d’Arte, bene; se sei in grado di vivere in mezzo agli obblighi e agli affetti della Vita Quotidiana, bene. Ma non prendere l’abitudine di un malsano Auto-esame. Nulla impedisce altrettanto a una donna di lavorare bene o di vivere utilmente. Spetterà al Signore prendersi cura di questa seconda cosa - le occasioni non mancheranno. La prima è solo una questione di Volontà.
- E’ un punto di vista interessante. E’ del 1886. L’arte come volontà. Inconsueto per una donna. O forse per chiunque.
Antonia S. Byatt
venerdì 15 luglio 2011
Sinusite
“ Quali sono i rimedi? Scaldare del sale grosso in una padella, quindi avvolgerlo in un canovaccio e tenerlo posato sulla zona interessata fino al suo raffreddamento (circa 5 minuti). Il sale ha proprietà disidratanti, disedemizzanti e antinfiammatorie; inoltre, favorisce il passaggio dei liquidi sottocutanei verso l’esterno.
Angelica Agosta e Domenica Arcari Morini
sabato 9 luglio 2011
La casa disabitata

“ In questo preciso istante, nel punto stesso in cui ti trovi, c'è una casa con il tuo nome. Ne sei l'unico proprietario, ma - molto tempo fa - ne hai perduto le chiavi. Così rimani chiuso fuori, e ne conosci soltanto la facciata. Non ci abiti. Questa casa, rifugio dei tuoi ricordi più nascosti, più lontani, è il tuo corpo.
Guarire con l'antiginnastica
di Thérèse Bertherat e Carol Bernstein
martedì 5 luglio 2011
Conservanti
da Se segui la luna è tutto permesso (al momento giusto)
Johanna Paungger e Thomas Poppe
martedì 31 maggio 2011
Osservare
Visitatore: E tu cosa vedi?
M - Vedo ciò che potresti vedere anche tu, qui e ora, se non concentrassi l'attenzione nella direzione sbagliata. Tu non presti attenzione a te stesso. La tua mente è sempre con gli oggetti, le persone e le idee, e mai con te stesso. Mettiti al centro dell'attenzione, diventa consapevole della tua esistenza. Guarda come funzioni, osserva le motivazioni e i risultati delle tue azioni.
Distacco
“ Visitatore: Cosa ti ha reso così distaccato?
Maharaj: Niente in particolare. Ho avuto fede nel mio guru. Mi ha detto che non sono altro che me stesso e gli ho creduto. Avendogli dato fiducia, mi sono comportato di conseguenza e ho smesso di occuparmi di ciò che non era né me stesso né mio.
Maharaj: Niente in particolare. Ho avuto fede nel mio guru. Mi ha detto che non sono altro che me stesso e gli ho creduto. Avendogli dato fiducia, mi sono comportato di conseguenza e ho smesso di occuparmi di ciò che non era né me stesso né mio.
da Io sono quello - Sri Nisargadatta Maharaj
Differenze
Maharaj: Nessuna differenza fondamentale.
V - Eppure deve esserci qualche differenza: sono io che vengo da te e non tu da me.
M - Proprio perchè immagini differenze vai qua e là, alla ricerca di gente "superiore”.
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