sabato 3 agosto 2013

L'intenzione

Mi ordinò di mettere i piedi nel ruscello e di sentire le rocce lisce sul fondo. (...) "Rotea i piedi in senso orario all'altezza delle caviglie", suggerì. "Lascia che l'acqua corrente porti via la tua stanchezza" (...) Ora cerca di sentire tutta la tua tensione scorrere verso i piedi, poi gettala fuori con uno scatto laterale delle caviglie", disse Clara. (...)

"Non credo che funzioni, Clara", dissi tirandoli fuori.

"E' perchè non stai allontanando la tensione", disse.
"L'acqua che scorre porta via la stanchezza, il freddo, la malattia e ogni cosa indesiderata, ma affinchè questo succeda, devi intenderlo. Altrimenti puoi sbattere i piedi senza risultato finchè non s'asciuga il torrente".

Aggiunse che se si faceva l'esercizio a letto, bisognava usare l'immaginazione per visualizzare un corso d'acqua.


"Cosa intendi per 'intenderlo' ?" (...)

"L'intento è il potere che sostiene l'universo", disse. "E' la forza che definisce tutto. Ciò che fa accadere il mondo".

da Il passaggio degli stregoni. Viaggio di una donna di Taisha Abelar

Pensieri Abituali


Clara si arrestò e si voltò verso di me. "Prima che possiamo parlare di qualcosa di significativo, dovrai quantomeno essere consapevole del tuo elaborato contesto", disse. "Sto facendo del mio meglio con questo specifico scopo".
"Di che stai parlando?", chiesi. "Quale contesto?". La mia solita scontrosità si era di nuovo impossessata di me stessa.
"Mi riferisco alla barriera dei tuoi sentimenti e pensieri abituali, la tua storia personale", spiegò Clara. "Tutto ciò che ti rende ciò che pensi di essere, una persona speciale, unica".
"Che c'è che non va nei miei sentimenti e pensieri abituali?", chiesi. Le sue affermazioni incomprensibili mi davano decisamente fastidio.
"Quei sentimenti e pensieri abituali sono la fonte di tutti i nostri problemi", dichiarò.


da Il passaggio degli stregoni. Viaggio di una donna di Taisha Abelar

martedì 10 luglio 2012

Mentre mangiate


La seconda cosa, rispetto al cibo, è che lo stato della vostra mente mentre mangiate è più importante di ciò che ingerite. Il cibo vi influenza in modo diverso se mangiate con gioia e se siete felici oppure se mangiate colmi di tristezza e di preoccupazioni.



da Ricominciare da sé (Oscar spiritualità)
di Osho, M. A. Vidya, S. A. Videha

Cibo e Consapevolezza


E’ necessario che un meditatore rimanga consapevole di quello che mangia, di quanto mangia e degli effetti che il cibo produce nel suo corpo. Se farete un esperimento di consapevolezza in questo senso per qualche mese, scoprirete certamente quali sono i cibi adatti a voi: quali cibi vi danno tranquillità, pace e salute.



da Ricominciare da sé (Oscar spiritualità)
di Osho, M. A. Vidya, S. A. Videha

mercoledì 7 marzo 2012

Un’intera industria alimentare, a braccetto con quella farmaceutica, ha fatto i miliardi sulla nostra pelle (e su quella di miliardi di animali innocenti) facendoci dimenticare che il paradiso dei nostri antenati non era una fattoria o un granaio, ma un enorme frutteto tropicale.


La nostra salute ma anche quella del pianeta, sono basate sulla ricchezza degli alberi da frutto.



da  La dieta di Eva. Come disobbedire in cucina e guadagnarsi il paradiso! (GustosaMente)
di A. Vittoria Eltanin

lunedì 13 febbraio 2012

Possibilità, consapevolezza

Mentre i neuropeptidi con la loro attività si occupano di indirizzare la nostra attenzione, non è necessario un intervento cosciente per scegliere ciò che verrà elaborato, ricordato e appreso. 
Abbiamo invece la possibilità di portare a livello di coscienza alcune di queste decisioni, specie con l’aiuto di vari tipi di addestramento intenzionale messi a punto proprio per raggiungere questo scopo, cioè aumentare il nostro livello di consapevolezza.



da Molecole di Emozioni
di Candace B. Pert

Versioni della realtà

La realtà oggettiva non esiste. (...) sono le nostre emozioni che occupano i recettori, a decidere cosa vale la pena di notare. (...) quanto arriva ai centri di controllore cervello  non è che un rivolo infinitesimale rispetto a tutto ciò che si potrebbe assorbire in un dato momento. Poiché la nostra percezione del mondo esterno è filtrata da stazioni di posta sensoriali, ricche di peptidi e recettori, ciascuna delle quali ha una diversa tonalità emotiva, possiamo davvero definire in termini oggettivi che cosa è reale  e che cosa non lo è? Se quello che percepiamo  come reale è filtrato da una serie di  emozioni ed esperienze del passato, la risposta è no. Per fortuna , però, i recettori  non sono stagnanti, e possono cambiare tanto nella sensibilità quanto nella disposizione che assumono rispetto alle altre proteine della membrana cellulare. ciò significa che anche quando siamo “bloccati” sul piano emotivo, ancorati a una versione della realtà che non ci serve a dovere, esiste sempre un potenziale biochimico di cambiamento e di crescita.

da Molecole di Emozioni
di Candace B. Pert
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