mercoledì 15 dicembre 2010

Attacchi di Panico


 Da quel momento non riuscii più ad ascoltare le loro voci, perchè udivo nelle mie orecchie un rumore simile a quello prodotto dalle ali di un uccello in preda al panico. Forse, chissà, era il mio cuore. Ma, se vi è mai capitato di vedere un uccello intrappolato nella grande sala di un tempio, alla ricerca di una via di fuga, be', proprio così stava reagendo la mia mente.
Non avevo mai pensato che a mia madre potesse accadere qualcosa di diverso dal semplice stare male. Non voglio dire che non avessi mai preso in considerazione l'ipotesi della sua morte; l'avevo fatto, ma allo stesso modo in cui mi chiedevo che cosa sarebbe successo se la nostra casa fosse stata inghiottita da un terremoto.
Dopo un simile evento non ci sarebbe più stata vita.


da Memorie di una Geisha - Arthur Golden

Risveglio



 Nei restanti mesi della primavera e in tutta l'estate successiva all'arrivo della lettera, mi sentii come un bambino perduto in mezzo a un lago immerso nella nebbia. I giorni si affastellavano uno sull'altro disordinatamente. A parte una continua sensazione di infelicità e timore, di quel periodo mi è rimasto in mente soltanto qualche avvenimento frammentario. [...]
Infine, dopo che era trascorso un intero anno da quando avevo ricevuto quelle terribili notizie sulla mia famiglia, accadde qualcosa. Era aprile e i ciliegi erano di nuovo in fiore, come l'anno precedente, quando era arrivata la lettera del signor Tanaka. [...]
In quell'aprile mi sveglia una mattina, molto di buon ora, dopo aver fatto un sogno assai particolare che riguardava un uomo barbuto. [...]
Tutto aveva l'aspetto di sempre, ne sono sicura, però le mie sensazioni erano stranamente diverse. Avevo l'impressione di avere davanti a me un mondo che fosse in qualche modo cambiato rispetto a quello che avevo visto la sera prima: quasi stessi guardando fuori della finestra che si era aperta nel mio sogno...

da Memorie di una Geisha - Arthur Golden

Acqua e Legno


 A detta delle indovine, le iridi di mia madre avevano un colore così pallido perché nella sua personalità c'era troppa acqua, una tale preponderanza di questo elemento da aver reso quasi insignificante gli altri quattro... ed era per questo, aggiungevano, che lei aveva i lineamenti tanto stridenti fra loro. [...]

Mia madre diceva sempre che aveva sposato mio padre perché, se in lei c'era una preponderanza d'acqua, nella personalità di lui c'era un'eccessiva presenza di legno. Chi conosceva mio padre capiava subito a che cosa alludesse. L'acqua si sposta rapidamente da un punto all'altro e trova sempre una crepa da cui filtrare; il legno, invece, fa presa nella terra. [...]
Con tutta quell'acqua e tutto quel legno, i miei genitori avrebbero dovuto raggiungere un buon equilibrio e procreare figli con una giusta disposizione degli elementi.

da Memorie di una Geisha - Arthur Golden
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